Philippe Mexes!
A lui questo 2011 con tutta probabilità consegnerà il premio speciale romanista "Infame dell'anno".
Eh già, perchè è dal 2004 che ogni anno ci deve essere uno (o più, se va bene) infame.
Designato, marchiato, stabilito da tutto quel codazzo di cantori compiacenti di questa proprietà, quella che quando non sa come fare a tenere un giocatore o a giustificarne la cessione chiama gli amici e da l'ok per cominciare a sparare. De Rossi li ha definiti "papponi", ma forse più che papponi sono proprio loro le puttane che per soldi e favori lanciano campagne stampa a comando.
E così ci vuole un'attimo ed il gioco è fatto. Ci sono passati tutti quelli che se ne sono andati. Possibile che tutti siano infami, mercenari e bastardi?
Possibile che basta rifugiarsi dietro il "Va dove ti porta il soldo" per azzerare lo spirito critico e il libero pensare dei tifosi?
Possibile che bastano le frasi fatte?
Ma qua si sa, o è bianco o è nero.
O con noi o contro di noi.
Non ci sono ragionamenti, non ci si ferma a considerare le situazioni.
Mexes oggi (come tanti altri ieri) se se ne va è un lurido mercenario, uno che ha versato false lacrime, uno che ha preso per il culo la gente, perchè non si discute solo il presente, ma anche il futuro ed il passato, quindi tutto viene riletto, tutto viene rivisto, si decontestualizza, si toglie e si cancella.
Però mai che queste voci osano giudicare l'operato di una società che nel corso degli anni ha perso calciatori nel pieno della loro maturazione calcistica perchè non poteva più mantenerli ed ha deciso che semplicemente, dovevano essere loro gli infami, anche quando gli era stato detto "Mi dispiace, ma non possiamo rinnovarti il contratto, ti cediamo" pretendendo, anche di decidere dove dovesse andare il giocatore e facendo passare un suo rifiuto come un nuovo sgarbo. Venduti per soldi o per favori personali: in ogni caso senza nessun vantaggio per la Roma ed i suoi tifosi.
Basta buttare fumo negli occhi per far incattivire le masse verso un nuovo nemico e non far rendere conto al popolo di chi era che li stava tenendo "schiavi" almeno mentalmente, secondo quel bel principio che una bugia, ripetuta all'infinito, diventa per i più una verità, perchè lo dicono tutti.
E la storia ciclicamente si è ripetuta, anno dopo anno.
Oggi tocca a lui, domani, chissà... Speriamo che qualcuno metta fine a questo scempio continuo.
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