domenica 17 aprile 2011

1,2,3... 5!

E' facile.
1,2,3.
A quanti anni un bambino impara a contare fino a 3?
Presto di solito...

3. Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Coppa Italia.
3.

"Quello che conta sono i risultati. E’ vero che da quando sono presidente la Lazio è arrivata sotto la Roma, ma è anche vero che la Roma non ha vinto Coppa Italia e Supercoppa. Il calcio non è come le bocce, non conta chi ci va più vicino" Disse oggi Lotito.

Bene, quello che conta sono i risultati.
Quindi guardiamo i risultati.
Lo dice lui, la Lazio è sempre arrivata sotto la Roma. Quindi almeno questo dato di fatto lo diamo per certo.

Ma che dice dopo il presidente della Lazio? La Roma non ha vinto coppa Italia e Supercoppa?
E quelle del 2007 cosa erano? E la Coppa Italia del 2008 me la sono sognata io?

Il calcio non sarà come le bocce che conta chi ci va più vicino, ma non è nemmeno una gara a chi dice la stronzata più grossa, altrimenti Lotito era primo vincente per distacco.

Lotito sa contare fino a 2, contando i suoi trofei. Al 3° della Roma non ci arriva.
Figuriamoci, allora se arriva a 5 come i derby persi...

Kleenex o Tempo?

Quale marca preferisce chi piange?
I Kleneex o i Tempo?
Certo, Lotito è uno che guarda al risparmio ed allora forse prenderà da Auchan i pacchi da 20 de "Il meno caro"...
Un pianto allunga la classifica.
E così tra una Task Force e l'altra a furia di piangere si diventa anche ciechi e così il fuorigioco netto del 2-1 che riporta avanti la Lazio quando era nettamente di difficoltà guarda caso il guardalinee non lo vede.
Eppure la linea dell'area piccola era proprio lì, ad aiutare anche il più sbadato guardalinee, ma il nostro eroe bandierinato non ci ha fatto caso. Avrà pianto anche lui in settimana? Oppure nel dubbio, per non dover sentire i piagnistei latinisti di Lotito ha preferito far finta di nulla?

Come mai Reja che aveva tanta paura della fortuna della Roma, che era sempre così attento a tutte le situazioni delle nostre partite, oggi non dice nulla della sua di fortuna e sul rigore scandaloso dato al Palermo?

Chissà...

sabato 16 aprile 2011

And Now...... The deal is done!

Così questa notte ci ha detto Mr Di Benedetto.
1093 giorni dopo Soros, la Roma è americana, finalmente libera.

The deal is done.
Sinceramente, questa notte non ho parole.
Quando aspetti tanto qualcosa, poi non sai più che dire, perchè è tutto confuso, sfumato, incredibile.

The deal is done.
Voglio solo in questo momento rivolgere un pensiero a tante persone che in questi anni hanno sofferto per questa Roma con me: agli amici della Chat, del Forum, di Facebook e sopratutto agli amici di sempre, quelli delle telefonate interminabili, delle sere passate a discutere sulle nostre fantasie, quelli dei progetti che assomigliavano di più ai sogni, quelli del "se io e te fossimo i presidenti..." quelli che ci sono sempre stati quando c'era da piangere, non posso non ricordarli ora che c'è da sorridere.

The deal is done.
E vaffanculo a tutto il resto.

Ah e per i Sensi...

lunedì 4 aprile 2011

Non può finire così...

Te ne hanno dette di tutte in questi tuoi 7 anni qua, Philippe.
Anche chi dice che ti ha amato, come ha potuto ti ha preso per il culo, per i tatuaggi, per i capelli biondi, perchè ogni tanto sei pazzo, perchè sei poco macho, perchè fai qualche cazzata di troppo.
Però sei entrato nel cuore della gente, più di tanti altri giocatori che qua sono nati e cresciuti.
Perchè hai mandato affanculo Nedved, hai zittito la nord al derby, perchè eri sempre il primo a festeggiare un gol dei compagni, perchè ormai parli romano con quell'accento vagamente francese, per le lacrime dopo la Samp quando nemmeno giocavi.
Perchè nel bene o nel male, non ti si può mai dire che non ce l'hai messa tutta, a volte c'hai messo anche troppo.
Non può finire così, con una sconfitta nata proprio quando tu sei uscito.
Non puoi uscire per l'ultima volta dall'Olimpico infortunato, dopo che hai provato a giocare anche con i legamenti rotti, alla faccia di tutti quelli che ti davano della femminuccia, che magari per una caviglia slogata fanno gli invalidi per un mese.

Non può finire così Philippe, ma se così dovesse essere, in bocca al lupo Rugantì...