venerdì 17 giugno 2011

17/06/2001 - 17/06/2011

10 anni fa a quest'ora ero allo stadio da un paio...
Era una calda domenica di giugno. Calda in tutti i sensi.
Qualsiasi cosa si può dire oggi di quel giorno sarebbe solo retorico e sarebbe solo qualcosa che da 10 anni penso ogni volta che arriva questa data.
Quel giorno è stato probabilmente il giorno più bello per ogni romanista nell'era moderna, un orgasmo collettivo durato giorni e giorni dove la gente non smetteva più di festeggiare, come se volesse recuperare tutto il tempo passato, perchè da troppo tempo erano solo bocconi amari da mandare giù.

Oggi, dopo tanti altri bocconi amari, di altro tipo se vogliamo, in un studio legale di Roma si stanno riunendo quelli che la nuova Roma dovranno costruirla, nella speranza che una data non diventi per tutti un motivo di festa per sempre, ma che con questa se ne possano ricordare tante altre o che almeno ci diano la speranza di sognare che sia così.
Oggi è un altro tassello per la Roma che verrà e mi piace pensare che non sia un caso che questa riunione è stata fissata proprio per oggi, 17 giugno 2011.
Sarà solo un caso? Chissà... A noi romantici piace pensare di no, lasciateci questa illusione...

.... Flashback...

Ma quel 17 giugno non sarebbe stato quello che è stato senza le ore di fila per prendere un biglietto e per qualcuno anche la nottata, senza le tante ore di attesa dentro lo stadio, senza la notte prima tra lucciole e cori all'obelisco, senza le persone che erano lì, senza tutto quello che è successo prima e tutto quello che è successo dopo... Poi passa il tempo e dopo 10 anni ti ritrovi che tante di quelle persone non le senti più, con alcune hai proprio tagliato i ponti da tempo, altre sono diventate amicizie occasionali e poi ci sono loro, quelli che da 10 anni ci sono sempre come allora e pure di più. Ma quel 17 giugno è di tutti ed è stato così perchè c'erano tutti ed ognuno ha contribuito a rendere qualcosa di quel 17 giugno un giorno perfetto così com'è stato.

sabato 11 giugno 2011

Mentre aspetto che ritorni - Dove eravamo rimasti?

Mentre aspetto il tuo ritorno
Metto in ordine le idee
Non so davvero in quale fortunato giorno
Da quella porta spunterai

Era il 25 marzo 2005.
Più di 6 anni fa.
Franco Baldini si dimette e lascia la Roma. Pochi giorni prima lo aveva praticamente già fatto partecipando ad una trasmissione televisiva dove attaccava il sistema calcio al quale ormai Rosella Sensi si era allineata e che lui, invece, aveva sempre attaccato.
Si dimette da "collaboratore di mercato" come lo chiamerà la Roma, a lui che negli ultimi anni era stato l'unico a metterci la faccia, innanzi tutto con i tifosi, l'unico a combattere quelle battaglie che ti fanno tanto sentire fiero di essere romanista contro tutto quel sistema che da lì a poco si sarebbe sgretolato. Ma ormai era impossibile convivere con chi con quegli stessi personaggi che lui combatteva ci andava a pranzo insieme e li chiamava amici.
Lui che romano non era, incarnava alla perfezione quello che i romanisti volevano, ci metteva la faccia, faceva da scudo su tutto, liquidato come un collaboratore di mercato, senza nemmeno la possibilità di fare una conferenza stampa di saluti a Trigoria.

Sono qui che ti aspetto
Perché ho voglia di vincere

10 giugno 2011.
Ieri.
Walter Sabatini si presenta a Trigoria in conferenza stampa. E parla.
Dici, è scontato, se no che ci va a fare uno in conferenza stampa? E invece no. E' un fatto eccezionale. A Roma non accadeva da anni che qualcuno della società parlasse, ma parlasse dicendo qualcosa.
Sabatini parla, parla tanto e dice tanto, su tutto, senza peli sulla lingua, senza evitare nessun argomento, anche quelli scomodi, senza giri di parole, ma con tanto garbo e con quelle parole capaci di risvegliare nei tifosi, da troppi anni delusi, l'entusiasmo. Non con chissà che, semplicemente parlando e dicendo la verità, dicendo le cose come stanno, che dalle parti di Trigoria non succedeva da anni e sembra chissà che.
Lo dice lui stesso, lo sa, ai tifosi basta avere chiarezza. La vogliono, la desiderano, vogliono togliersi da quella nuvola di incertezza che li circonda.
Ma non è solo questo, è quel nome, ripetuto più volte: Franco Baldini. Non ancora ufficiale, ma di fatto ufficializzato da Sabatini ieri. Lui c'è, non parla ancora, non si espone, ma c'è. E' lì che plasma la Roma, di nuovo.

Testardo io
Che quella fede non l’ho persa mai
Accetterò da te qualunque verità

E domani?
Franco Baldini si sentiva, ieri, nelle parole di Sabatini. Non era lì, ma c'era. Nelle parole, nelle idee, nei progetti (anche se questa parola non piace al nuovo DS), nell'idea di calcio, nella voglia di fare qualcosa di nuovo. E non c'è modo migliore di tagliare tutti i ponti con il passato che ricominciare da lì, riavvolgere il nastro e tornare a quando c'era solo lui che si opponeva all'entrata di Moggi a Trigoria, che non voleva Del Neri e tutto quello che voleva dire.
E adesso non ci resta che aspettare, finalmente, il ritorno di Franco Baldini, ufficialmente, a Roma, alla Roma.
Per ricominciare con orgoglio e dignità e con la garanzia di chi, a Roma, c'ha sempre messo più che la faccia.
Per ricominciare con la fiducia incondizionata anche sulle scelte più rischiose, come quella di Luis Enrinque, e sulle scommesse che ci saranno, perchè sicuramente dietro a tutto questo c'è un'idea concreta, perchè non è un progetto (parola troppo usata in passato per non dire niente) vuoto, perchè solo chi fa può sbagliare (anche se abbiamo visto fino a poco tempo fa riuscire a sbagliare anche chi non faceva nulla).

È sempre viva questa nostalgia di te
Ovunque sei mi manchi..

ancora per poco.....