martedì 29 marzo 2011

E tu come dormi stanotte?

Tu, tifoso romanista, che sogni finalmente una Roma competitiva, che sogni campioni, che sogni una società seria, che sogni qualcuno che ti faccia rispettare, come dormi stanotte?

Tu, tifoso romanista, che attendi dietro ad un monitor qualche notizia, che consumi il tasto F5 sperando in chissà quale notizia, come dormi stanotte (se dormi)?

Tu, tifoso romanista, che per anni hai difeso la famiglia Sensi anche davanti alle evidenze delle colpe, mistificando la realtà e che speri che tutto vada male solo per aver ragione, come dormi stanotte?

Tu, tifoso romanista, che sono 18 anni che aspetti "il giorno decisivo" che non arriva mai, che ogni volta che sembra quello giusto accade qualcosa, che hai sempre combattuto la tua battaglia, spesso solitaria, come dormi stanotte?

Tu, che "Soros non esiste", tu che "tutte voci per destabilizzarci", tu che poi sarai il primo a dire che "l'avevi detto" come dormi stanotte?

Tu, laziale, che in quanto tale vivi solo per la Roma, che vivi in un perenne conflitto di inferiorità anche quando stai sopra in classifica solo per il tuo essere laziale, come dormi stanotte?

Tu, giornalista prezzolato, che hai leccato il culo al padrone ed ora cerchi il nuovo per fare lo stesso, che hai raccontato bugie solo per compiacimento, come dormi stanotte?

Tu, conduttore radiofonico, che segui solo la voce del padrone, diviso tra il cercare un altro carro su cui saltare e il continuare la battaglia solo per dire "io l'avevo detto" sperando il meglio solo per te, come dormi stanotte?

Tu, americano con la faccia paffuta, venuto qua in una mattina di marzo che stai per farti carico dei sogni di tanta gente che ha tante speranze, tanti timori, tanta paura per le troppe volte che tutto è svanito come una bolla di sapone al tocco di un bambino, come dormi stanotte (secondo me, tra jet lege e volo già dormi)?

Tu, dentro a Villa Pacelli, che hai tenuto in ostaggio una tifoseria per anni con la tua ingordigia, che hai buttato al cesso i sogni dei tifosi per incompetenza, che ti sei nascosta dietro le menzogne dell'amore per interesse, che hai venduto prima di tutto la nostra dignità, come dormi stanotte?

Dedicato a chi, stanotte, non dorme.
E che già tante notti non ha dormito.
E che tante notti ha sognato...

sabato 26 marzo 2011

La fabbrica delle illusioni

Da qualche giorno "Il Romanista" (tra virgolette non solo perchè nome del quotidiano, ma anche perchè è romanista per modo di dire) ha cominciato una campagna stampa un po' diversa dal solito. Nomi altisonanti ogni giorno di possibili acquisti, giocatori dichiarati assolutamente incedibili dalla proprietà... Buffon, Sanchez, Bale, Pastore, Drogba... Tra qualche giorno arriveremo a Messi e Cristiano Ronaldo.
E' cominciata la fabbrica delle illusioni del tifoso romanista.
Non si può fare una lista di 8 nomi dicendo che la proprietà li reputa incedibili quando con tutta probabilità un paio di quelli sono destinati a cambiare aria.
Non si può ogni giorno sparare più in alto su chi verrà comprato, nemmeno stesse per venire l'Emiro di Abu Dhabi in società con la famiglia reale Saudita e il Sultano del Brunei.
Le cose sono due: o si mente sapendo di farlo oppure si è del tutto ignoranti di quello che si sta parlando.
Chi prenderà la Roma erediterà tutti i problemi di questa gestione che nel corso del tempo sono stati ben bene nascosti dalla stampa amica, dai buchi nel bilancio alla totale ricostruzione di una società allo sbando.
Ci sono giocatori che lasceranno la Roma per colpa dell'attuale proprietà e qualcuno non aspetta altro che dare la colpa delle prossime dipartite a chi verrà.
Anzi, c'è già chi ha cominciato un processo alle intenzioni.

Ci sono certi giornalisti, conduttori radiofonici, opinionisti che invece che far crescere il tifoso romanista medio, come certi dittatori, fanno di tutto per continuare a mantenerli nella loro ignoranza, perchè così come un bel branco di pecore li seguono meglio.

Cavalcare l'onda delle suggestioni di calciomercato è facile, spiegare alla gente che la Roma va innanzi tutto ricostruita dal fondo, no.
Bisogna spiegare che c'è un settore giovanile da potenziare e sviluppare, perchè il futuro di una società si basa su quello, non solo per i giocatori che arrivano in prima squadra, ma anche per tutti gli altri che servono nelle operazioni di mercato.
Bisogna dire che c'è una rete di osservatori in giro per il mondo da costruire, per arrivare prima degli altri sui giocatori, non quando costano 50mln.

Bisogna dire che chi verrà dovrà prima di tutto ripianare i buchi della precedente gestione, che i discorsi dello "scudetto del bilancio" erano tutte stronzate.
Bisogna dire che ci sono giocatori attualmente in rosa che per continuare ad essere tali li dovrà pagare chi viene.

Invece si fa credere alla gente che chi verrà comprerà Buffon, Drogba, Cristiano Ronaldo, Fabregas, Gerrard, Bale, Sanchez...
Così poi da poter dire "ecco, vedete, questi so una sola" c'avevamo ragione noi...
E mi raccomando, tutti i coglioni a dargli ragione...

lunedì 21 marzo 2011

201: Verso l'infinito e oltre...

Correva l'anno 2004. 20 dicembre.
Roma-Parma. Gol numero 107. Centosettevoltesoloconte. Freccia a sinistra e Pruzzo, storico capocannoniere in serie a, superato.

75 mesi, 2 infortuni gravi, 5 allenatori, dopo.
Stessa squadra.

Correva l'anno 2011. 20 marzo.
Fiorentina-Roma. Gol numero 200 (e poi 201).
Più del vento potè Francesco Totti.
A Firenze non aveva mai segnato ma ha voluto salure così i goliardici toscani che non lo hanno mai risparmiato di insulti e non solo... Forse gli altri 8 gol ricevuti all'Olimpico hanno fatto male...
Ha violato il Franchi con una doppietta, perchè le cose o si fanno per bene o per niente, e se non fosse stato per qualcuno che in difesa si ricorda di essere campione ad intermittenza, sarebbero stati anche 3 punti, ma sorvoliamo.

Benvenuto nel club, ristrettissimo, dei bicentenari. 6 in totale con il nuovo entrato.

Ed ora via, verso altri record, perchè dopo averne raggiunto uno, ce n'è subito un altro da raggiungere...
Solo Piola sembra irraggiungibile, per tutto il resto, c'è Francesco Totti, quello che ogni anno viene dato per finito.
Poveri stupidi...

giovedì 17 marzo 2011

Tots som Abidal

Tutte le parole che si possono scrivere sono solo retorica.
"La partita più importante della vita" "La battaglia più dura".
Noi vogliamo fare solo tanti, tanti in bocca al lupo a questo ragazzo, che oggi non è un calciatore, ma una delle tante persone che da un giorno all'altro si vedono la vita stravolta dalla scoperta di una terribile malattia.
Tots som Abidal, dicono i tifosi del Barça e lo diciamo anche noi.
Siamo tutti Abidal.
Nella speranza che presto ci possiamo trovare nuovamente difronte su un campo di calcio, magari come in quel Lione-Roma di qualche anno fa...
Visca Abidal! Courage Eric!

domenica 13 marzo 2011

Sono cose che capitano.

Sono cose che capitano. Sono cose da capitano.
Passato presente e futuro. Capitano.

E quando pensi che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.

Ti hanno detto di tutto capitano.
Che sei vecchio, che sei finito, che sei il male della Roma, che tutti i problemi cominciano da te, che bisogna fare largo ai giovani, che per colpa tua non vengono i giocatori forti, che guadagni troppo, che te ne freghi, che dovresti fare solo le pubblicità.

E tu, Capitano, che fai?
Zitto, incassi.

Usciamo dalla Champions e tu non giochi.
Insulti a tutti. Dopo pochi giorni c'è il derby.
E tu, Capitnao, che fai?
Giochi, segni.
Non uno due gol.
Come mai avevi fatto in un derby.

Perché è finito, ovviamente.

Totti logora chi non ce l'ha, dicevano tempo fa.
Ora Totti logora anche chi ce l'ha, dopo che per 18 anni si è beato delle sue magie e che da lui vorrebbe sempre di più di quello che da, che se fa una prestazione normale dicono che non la struscia.

Totti Totti Totti Totti. Totti Totti Totti Gol!

E vabbè, tifiamo solo la maglia.
Se è quella numero 10 è pure meglio.

E così 5 derby si seguito sono stati vinti, eppure non doveva essere così, visto che i laziali dicevano che con Totti in campo erano favoriti.
Vabbè, alla fine sono cose che capitano.
Anche che Francesco Laser Totti accechi Muslera due volte.
Meglio di un cavaliere di Jedi con il suo destro a mo di spada laser.

Lazià, perdere un derby… sono cose che capitano… certo a te capita spesso.
Sono cose da Capitano. Capisco, per te è una cosa difficile da comprendere, avere un capitano.

Un Capitano, c'è solo un capitano.

Since 1993. Ma cosa ne sai tu, lazià, di cosa vuol dire.
Ed io lo so, che a te povero piccolo laziale, ti rode il culo più per la doppietta di Totti che per la partita persa. Ma anche queste, sono cose che capitano.

Sì, sono cose che capitano.
2-0. Totti Totti. E tanti saluti.

L'importante è crederci

Prima...
MUSLERA: "Vogliamo regalare la vittoria ai nostri tifosi"
LOTITO: "Chi meglio tra Zarate e Totti? Zarate è un campione"
HERNANES: "Voglio una domenica meravigliosa, e l'importante è che qualcuno di noi riesca a fare la differenza, non importa chi"
FLOCCARI: "E' l'ora del riscatto"
ZARATE: "Voglio spedire la Roma a meno 8"
BIAVA: "Dobbiamo fermare la striscia negativa nel derby, dobbiamo vincere contro la Roma"
REJA: "Ho la sensazione che questa volta tocchi alla Lazio vincere il derby"
LAZIALE MEDIO: "Meno male che gioca, con lui in campo vinceremo"
CURVA NORD: "Bravo Franceschino t'è rimasto da fa solo l'arrotino"
PINO INSEGNO: "Non ce n'è per nessuno, stavolta vinciamo noi!"

Dopo...
FRANCESCO TOTTI: "Fare gol da romano e romanista verace è una doppia soddisfazione"

sabato 12 marzo 2011

Soros non esiste

"La cordata tedesca? C’è un precedente: quando il mio studio assisteva Soros, allo scadere della trattativa arrivò la voce di una cordata araba." Avv. Tonucci.
Ce l'hanno detto per anni le voci del padrone.
Soros non esiste.
Strano che un avvocato così dentro alle questioni societarie della Roma si sbilanci così su un fantasma...

venerdì 11 marzo 2011

中田 英寿

10 anni fa Hidetoshi Nakata entrando dalla panchina cambiò il volto di un paio di partite che alla fine si rivelarono determinanti per la vittoria dello scudetto.
Un personaggio particolare Hidetoshi. Sembrava dover essere come altri calciatori dagli occhi a mandorla che lo avevano preceduto solamente un'operazione commerciale. Finì per diventare fondamentale per quello scudetto che non portò mai sul petto, venduto a fine stagione per tanti soldi.
Dopo la Roma ha girato un po' in Italia e non solo, per poi ritirarsi a nemmeno 30 anni e girare il mondo con uno zaino in spalla, solamente perchè si era annoiato e voleva conosce cose nuove.

Oggi il paese di Hide è stato messo in ginocchio da una serie di catastrofi incredibili. E ricordando lui, uno degli eroi di quel 2001, vogliamo dedicare un pensiero al popolo giapponese.

頑張れ 日本 - Buona fortuna Giappone!

mercoledì 9 marzo 2011

Pensieri Sparsi ZeroNove ZeroTre DueZeroUnoUno

Pensiero N° 1 - Professionisti o Tifosi?
Bisogna mettersi d'accordo su cosa vogliamo.
Vogliamo giocatori tifosi che se provocati si comportano come il 99% dei tifosi e reagiscono o seri professionisti?
Perchè se vogliamo i giocatori tifosi quello che ha fatto De Rossi ieri dovrebbe far felici tutti, visto che ha avuto una reazione da tifoso.
Se vogliamo giocatori professionisti che non si lasciano coinvolgere emotivamente, poi però non chiamiamoli mercenari.
Ci deve essere un po' di coerenza, come sempre.

Pensiero N° 2 - Babbo Natale
Quando una mattina di Natale ti accorgi che Babbo Natale non esiste e che i regali te li hanno portati i tuoi genitori ci resti male, molto male. Ti crollano le certezze che a quell'età hai: se non vai a dormire i regali non arrivano, Babbo Natale ti porta quello che vuoi perchè gli scrivi le letterine e per avere i regali devi essere buono perchè questa entità superiore ti giudica.
Ok la botta è brutta, ma poi passa.
Quanto di accorgi che nella Roma non funziona nulla, così, all'improvviso ci rimani male.
Però, così come i giocattoli te li hanno sempre portati i genitori, allo stesso modo alla Roma sono anni che non funziona un cazzo, solo che alcuni non lo sapevano, facevano finta di non saperlo o volevano credere il contrario.

Pensiero N°3 - Castello di Sabbia
Quello che stiamo vedendo adesso non è nè più nè meno che la conseguenza di tutto quello che c'è stato negli ultimi anni, il vuoto cosmico dietro una squadra che si reggeva su se stessa. Un castello di sabbia che ha avuto la fortuna di non trovare quasi mai onde troppo forti da raggiungerlo, o che lo hanno solo sfiorato. Adesso il mare si è ingrossato e sta scivolando via piano piano.
Inutile incazzarsi adesso, bisognava pensarci prima, quando invece che mettere le conchiglie sulle mura bisognava pensare a come fare per non far arrivare l'acqua o costruirlo direttamente più in là, per non dire che bisognava evitare di farlo di sabbia in riva al mare, ma non chiediamo troppo...


Pensiero N°4 - Le giuste valutazioni
Il 6 giugno 2000 meno di 15.000 persone erano all'Olimpico ad accogliere Gabriel Omar Batistuta, il Re Leone.
10 anni e 3 giorni dopo, il 9 giugno 2010 7.000 persone erano al Flaminio ad accogliere Adriano, il Re Ubriacone.
Non si può dire ad agosto "Borriello come Batistuta" "Burdisso meglio di Samuel" "Menez il nuovo Zidane" e poi a marzo buttare tutti nel cesso.
Se a giugno dicevi che Adriano era un ex giocatore da 6 anni ti beccavi del laziale, se andava bene, perchè c'era chi già se lo immaginava in versione "diventa verde" per dirla alla Caressa.
Se facevi notare che Borriello e Burdisso erano scarti rispettivamente di Milan ed Inter non capivi nulla di calcio.

Mediamente Isterici

Non capisco quelli che si sono incazzati ieri sera. Non sono incazzata, ma nemmeno scioccata ne triste ne delusa.

La qualificazione l'abbiamo persa in ogni caso all'andata con una condotta scriteriata, e miracoli non me ne aspettavo e non ne son venuti; d'altra parte questo gruppo, in questi ultimi 5 anni, di cose miracolose ne ha fatte già tante, non ultima arrivare a lottare per lo scudetto per ben due volte. Ed è proprio lo stesso gruppo di giocatori: 8/11 di quelli che erano in campo ieri, erano in campo a Lione, vorrà pur dir qualcosa?

Io guardo ai piccoli miglioramenti: siamo scesi in campo con il giusto atteggiamento, non abbiamo perso la testa (a parte DDR) anche sotto di un gol e di un uomo, anzi abbiamo continuato a spingere ed arrivare a procurarci un rigore, squadra sempre corta e che occupava decentemente gli spazi, non ne abbiamo presi 5 come le altre volte che siamo rimasti in 10, abbiamo finalmente cominciato a mostrare un barlume di gioco e di organizzazione, cosa che non era successo in nessuna delle precedenti uscite della Roma montelliana.

Piccoli miglioramenti, ma pur sempre miglioramenti.

Se solo i tifosi della Roma fossero meno uterini e isterici: siamo in un anno di transizione, la stagione è si persa, ma non da oggi, da settembre. Ora abbiamo le macerie da rimuovere (e la rescissione di Adriano è un primo grosso macigno), e fondamenta da controllare, prima di poter ricostruire. Ma abbiamo anche cambiamenti in corso con i nuovi proprietari alla porta, da buone a ottime prospettive per il futuro e una vera e propria rivoluzione sotto ogni aspetto in arrivo. Cosa ci sia da essere isterici oggi, io proprio non lo so.

Ma sarò poco romanista dentro...

Evita

Scritto nel novembre del 2008 e purtroppo ancora attuale.


L'accento mettetelo voi, dove vi fa più piacere....


Oh what a circus, oh what a show
...
She had her moments, she had some style
The best show in town was the crowd
Outside the Casa Rosada crying, "Eva Peron"
But that's all gone now
As soon as the smoke from the funeral clears
We're all gonna see and how, she did nothing for years
...
But the star has gone, the glamour's worn thin
That's a pretty bad state for a state to be in
Instead of government we had a stage
Instead of ideas, a prima donna's rage
Instead of help we were given a crowd
She didn't say much, but she said it loud
Sing you fools, but you got it wrong
Enjoy your prayers because you haven't got long


Le luci di quanto accaduto in questi anni, le vittorie meritate che sono arrivate grazie al lavoro miracoloso di un gruppo di ragazzi guidati da un tecnico sopra la media, hanno distolto l'attenzione dal nulla che si stava creando dietro.
L'impossibile è stato fatto passare per normalità e con il luccichio dei trofei (piccoli, poco importanti ma per noi tutto vale tantissimo) ha abbagliato e distolto la vista dal vuoto che cresceva alle nostre spalle.
La pesca miracolosa non ci ha fatto vedere che la dispensa era vuota. E quando il miracolo non si è ripetuto, ci siamo svegliati affamati e senza cibo.


I don't expect my love affairs to last for long
Never fool myself that my dreams will come true
Being used to trouble I anticipate it
But all the same I hate it, wouldn't you?
....
Time and time again I've said that I don't care
That I'm immune to gloom,
that I'm hard through and through
But every time it matters all my words desert me
So anyone can hurt me, and they do
....
Call in three months time and I'll be fine, I know
Well maybe not that fine, but I'll survive anyhow
I won't recall the names
and places of each sad occasion
But that's no consolation here and now.


Sconfitta dopo sconfitta. Una arriva dietro l'altra e alla fine ti dici che ti ci abitui, che non fa nemmeno più male. Eppure ogni colpo arriva diretto, nonostante quelli precedenti da quanti nei hai presi non te li ricordi nemmeno tutti. Ma l'abitudine non ce la fai mai e dire che la nostra storia è questa non consola, anzi aumenta la rabbia, perchè la storia sei passato a tanto così da poterla cambiare.


Such a shame she wandered into our enclosure
How unfortunate this person has forced us to be blunt
No we wouldn't mind seeing her at Harrod's
But behind the jewelry counter, not in front
...
That isn't funny
Peron is a fool, breaking every taboo
Installing a girl in the army H.Q.
And she's an actress, the last straw
Her only good parts are between her thighs
She should stare at the ceiling, not reach for the skies
Or she could be his last whore
The evidence suggests
She has other interests

If it's her who's using him
He's exceptionally dim
...
We have allowed ourselves to slip
We have completely lost our grip
We have declined to an all-time low
Tarts have become the set to know



Quando una persona fuori luogo si trova a guidare qualcosa più grande di lei in un mondo che non le compete, prima o poi le carenze vengono fuori, soprattutto se questa persona si contorna di persone che fanno sempre "sì" con la testa per non essere contraddette e che usa la Roma, una "cosa" per la quale c'è anche gente che ci piange e che ci investe sentimenti prima che ogni altra cosa, come il suo giocattolino privato e come l'ancora di salvezza per i suoi problemi facendoli scontare a tutti. Coi sentimenti della gente non si gioca.

There again we could be foolish not to quit while we're ahead

I was stuck in the right place at the perfect time
Filled a gap, I was lucky
But one thing I'll say for me
Noone else can fill it like I can


Ha avuto l'occasione di farsi da parte, ma il volere sempre di più l'ha portata a non avere nulla. Ma tanto nulla è importante a parte se stessa e fare gli interessi propri e non importa se bisogna prendere per il culo quelli che credendo di sostenere la propria squadra non fanno altro che pagare i debiti di famiglia.

But on the other hand, she's all they have
She's a diamond in their dull gray lives
And that's the hardest kind of stone
It usually survives
And when you think about it, can you recall
The last time they loved anyone at all?
She's not a bauble you can brush aside
...
She's the one who's kept you where you are


E che ci sia gente che continua a farlo, a prendersi l'acqua, il freddo, le incazzature, i pugni allo stomaco solo per un amore, per questo "diamante" che ora sembra solo un brutto pezzo di bigiotteria maltrattato a lei non interessa, anzi lo sa bene e continua ad approfittarsene.
Perchè disfarsi di un così redditizio diamante? Che le importa se c'è gente che ci piange dietro se a lei la cosa rende.

Tell me before I waltz out of your life
Before turning my back on the past
Forgive my impertinent behavior
But how long do you think this pantomime can last?
Tell me before I ride off in the sunset
There's one thing I never got clear
How can you claim you're our savior
...
Tell me before I seek worthier pastures
And thereby restore self-esteem
How can you be so short-sighted
To look never further than this week or next week
To have no impossible dream?

Per quanto ancora dovremmo sopportare di essere presi per il culo, da chi si nasconde dietro parole retoriche di amore e di onore, per poi essere la prima persona a calpestarlo facendo tutto l'opposto di quello che dovrebbe fare chi questa squadra la ama?


Where do we go from here?
This isn't where we intended to be
We had it all, you believed in me
I believed in you
Certainties disappear
What do we do for our dream to survive?
How do we keep all our passions alive,
As we used to do?
Deep in my heart I'm concealing
Things that I'm longing to say
Scared to confess what I'm feeling
Frightened you'll slip away


Eppure, nonostante tutto questo, le umiliazioni sul campo, le umiliazioni fuori, la gente che calpesta impunita la nostra dignità, siamo sempre qui, a chiederci perchè, a sognare e ad amare, nonostate tutto. E a chiederci e a dirci di continuare così. E a chiedere se non amore, almeno rispetto.
Perchè possono cambiare gli obietti, possono non arrivare le vittorie, possiamo perdere, retrocedere, ma non possiamo permettere che vengano calpestati i nostri valori e nemmeno che chi dovrebbe innanzi tutto difenderli sia la persona che per prima si allea con amici che non fanno altro che insultarci ed umiliarci, non sul campo ma fuori che è 1000 volte peggio.

The actress hasn't learned the lines you'd like to hear
...
The choice was mine, and mine completely
I could have any prize that I desired
I could burn with the splendor of the brightest fire
Or else, or else I could choose time

...
I saw the lights, and I was on my way
And how I lived, how they shone
But how soon the lights were gone


E adesso, le luci che ci hanno abbagliato e non ci hanno fatto vedere quello che si nascondeva dietro ad una coppa si stanno spegnendo, perchè i miracoli non sempre si ripetono.
E adesso tutte le colpe, gli errori, le carenze vengono alla luce e ci travolgono come un treno in corsa e fanno male.
Rimaniamo forse un po' sopresi e fatichiamo ad abituarci a vedere una classifica al contrario.
E forse, adesso a luci spente, qualcuno sarebbe il caso che invece che rimanere in silenzio, facesse sentire la sua voce ammettendo le proprie responsabilità invece che scaricarle sui propri dipendenti.

E non ti chiedo di non piangere per noi, tanto so che questo pericolo non c'è, ma se dovesse accadere che a dicembre non je la fai, nemmeno noi piangeremo per te.

lunedì 7 marzo 2011

Scoiattoli e Tacchini

L'analisi al termine di una partita è la prova per il Coach e il suo team. E’ necessario ricordarsi che il Capo vince o perde sempre assieme alla sua squadra. Sono numerosi i Coach e i manager che attribuiscono una sconfitta alla scarsa concentrazione dei giocatori o alla loro negligenza sul campo. Dimenticando che nella sconfitta la responsabilità appartiene a chi è deputato a condurli.
Un Coach che rispetti se stesso e i suoi uomini non dovrà mai pronunciare frasi come "Con questi giocatori è impossibile centrare gli obiettivi", "Non hanno seguito le regole". 
Sono patetici quando dicono: "Io ve l'avevo detto di fare così". Ma il massimo sono quelli che: "Ho vinto, abbiamo pareggiato, hanno perso".
E’ facile chiamarsi fuori nelle difficoltà e assumersi i meriti dei risultati. Anche nella vita è così è così. Davanti alla vittoria, sono tutti condottieri.
Non c'è l'umiltà di dire: "Ho sbagliato, scusatemi, non vi ho trasmesso il messaggio giusto, forse ho difettato nella comunicazione e non vi ho spinti abbastanza, non vi ho aiutati a essere squadra. Non ho percepito il disagio, non ho combattuto l'indifferenza".
Se i giocatori in campo non eseguono la partitura, la responsabilità è del Capo, perchè i suoi compiti sono allenare, addestrare, preparare, istruire. E se non viene ascoltato la colpa è solo sua.

2008 - Giampaolo Montali 
Scoiattoli e Tacchini - Come vincere in azienda con il gioco di squadra  

grazie a Dielle per la segnalazione

venerdì 4 marzo 2011

Mercenari, Mercenari!

"La nostra fede non va tradita, mercenari mercenari"
Ok. Chi sono i mercenari?
Wikipedia ci viene in aiuto con questa definizione.

"Un mercenario è un militare (uomo o donna) che a scopo di lucro compie azioni militari per conto di un privato, una società o di uno stato, secondo un contratto prestabilito ed accettato consensualmente. La particolarità del mercenario è che un libero contratto stabilisce i suoi doveri verso il committente, al contrario dei soldati di leva obbligatoria, che sono forzati a combattere per lo stato, o dei volontari che combattono per i propri ideali."

Ora, volendo rapportare questo discorso ai calciatori, possiamo dire che un calciatore mercenario è uno che a scopo di lucro concede le sue prestazioni sportive ad una società calcistica secondo un contratto prestabiliti ed accettato consensualmente. La particolarità del calciatore mercenario è che un libero contratto stabilisce i suoi doveri (mettiamoci codice comportamentale, diritti d'immagine, partecipazioni ad eventi societari, ritiri, tournée all'estero...) verso la propria società e fino a qui tutto torna.
Ora la parte che mi lascia perplessa è la seconda... se questi sono i calciatori mercenari i calciatori di leva, quelli che sono forzati a giocare per la propria squadra o quelli che lo fanno volontariamente per la propria fede, dove sono? Chi sono?

Secondo la definizione di mercenario, se vogliamo applicare questo appellativo, TUTTI i calciatori sono mercenari (che vuol dire che si prestano per soldi), perchè tutti vengono profumatamente pagati per fare il loro lavoro, anche quelli che giocano nelle serie minori.
Anzi, traslando ancora di più il termine, tutti i lavoratori sono mercenari.

E poi, alla fine, fatemi capire...
Ma se un calciatore è indegno in quanto mercenario, ma quelli degni, chi sono?

giovedì 3 marzo 2011

And the Winner is...

Philippe Mexes!
A lui questo 2011 con tutta probabilità consegnerà il premio speciale romanista "Infame dell'anno".
Eh già, perchè è dal 2004 che ogni anno ci deve essere uno (o più, se va bene) infame.
Designato, marchiato, stabilito da tutto quel codazzo di cantori compiacenti di questa proprietà, quella che quando non sa come fare a tenere un giocatore o a giustificarne la cessione chiama gli amici e da l'ok per cominciare a sparare. De Rossi li ha definiti "papponi", ma forse più che papponi sono proprio loro le puttane che per soldi e favori lanciano campagne stampa a comando.
E così ci vuole un'attimo ed il gioco è fatto. Ci sono passati tutti quelli che se ne sono andati. Possibile che tutti siano infami, mercenari e bastardi?
Possibile che basta rifugiarsi dietro il "Va dove ti porta il soldo" per azzerare lo spirito critico e il libero pensare dei tifosi?
Possibile che bastano le frasi fatte?
Ma qua si sa, o è bianco o è nero.
O con noi o contro di noi.
Non ci sono ragionamenti, non ci si ferma a considerare le situazioni.
Mexes oggi (come tanti altri ieri) se se ne va è un lurido mercenario, uno che ha versato false lacrime, uno che ha preso per il culo la gente, perchè non si discute solo il presente, ma anche il futuro ed il passato, quindi tutto viene riletto, tutto viene rivisto, si decontestualizza, si toglie e si cancella.
Però mai che queste voci osano giudicare l'operato di una società che nel corso degli anni ha perso calciatori nel pieno della loro maturazione calcistica perchè non poteva più mantenerli ed ha deciso che semplicemente, dovevano essere loro gli infami, anche quando gli era stato detto "Mi dispiace, ma non possiamo rinnovarti il contratto, ti cediamo" pretendendo, anche di decidere dove dovesse andare il giocatore e facendo passare un suo rifiuto come un nuovo sgarbo. Venduti per soldi o per favori personali: in ogni caso senza nessun vantaggio per la Roma ed i suoi tifosi.
Basta buttare fumo negli occhi per far incattivire le masse verso un nuovo nemico e non far rendere conto al popolo di chi era che li stava tenendo "schiavi" almeno mentalmente, secondo quel bel principio che una bugia, ripetuta all'infinito, diventa per i più una verità, perchè lo dicono tutti.
E la storia ciclicamente si è ripetuta, anno dopo anno.
Oggi tocca a lui, domani, chissà... Speriamo che qualcuno metta fine a questo scempio continuo.

martedì 1 marzo 2011

Chi Non Siamo

Non siamo quelli che insultano i giocatori per eliminare le proprie frustrazioni esistenziali.
Non siamo quelli che parlano per slogan.
Non siamo quelli che ripetono a pappagallo quello che dicono le radio.
Non siamo quelli che fischiano i giocatori che escono in barella.
Non siamo quelli che "indegni" "mercenari" "bastardi" "solo la maglia" quando si perde.
Non siamo quelli che si arrampicano per prendere le maglie dei calciatori per poi rivenderle su ebay.
Non siamo quelli che insultano chi allo stadio tifa per la Roma perchè bisogna stare zitti.
Non siamo quelli che tifano la Roma per i propri interessi.
Non siamo quelli che entrano allo stadio con i biglietti omaggio.
Non siamo quelli che entrano dentro Trigoria a loro piacimento.
Non siamo quelli che avranno ai propri funerali le rappresentanze della società.
Non siamo quelli che pensano che la curva sia una proprietà privata dove o la pensi come la massa o non ci puoi stare e se ci stai devi stare in silenzio.
Non siamo quelli che se non usano le mani e le offese non sanno come relazionarsi con il mondo.
Non siamo quelli che vogliono una Roma che rimanga nella mediocrità perchè abbiamo paura di crescere.
Non siamo quelli che hanno paura di una società seria per paura di perdere i propri privilegi.
Non siamo quelli che vanno allo stadio e ci portano dentro la politica.
Non siamo quelli che vanno allo stadio per vendere il merchandising.

Siamo quelli che tifano la Roma e non noi stessi
Siamo quelli che pensano con la propria testa e per questo qualcuno dice che non siamo tifosi.
Perchè non siamo quelli che o tifi come noi oppure non sei tifoso, ma sicuramente siamo contenti di non essere come voi, perchè noi siamo liberi veramente e non a parole.